Tecnica 19 Gennaio 2026 5 min

Quante Ripetizioni Fare: Da Dove Si Parte Davvero

Prima di chiederti quante ripetizioni fare, devi capire cos'è davvero una ripetizione. Scopri le 3 fasi fondamentali (concentrica, isometrica, eccentrica) e perché fanno la differenza.

Quante Ripetizioni Fare: Da Dove Si Parte Davvero

Cos'è Davvero una Ripetizione

Quando una persona inizia ad allenarsi, una delle prime domande che sente è sempre la stessa: "Quante ripetizioni devo fare?"

Il problema è che spesso si parte dalla fine, senza capire cosa c'è prima. Prima delle ripetizioni, prima dei carichi, prima della scheda... c'è una cosa molto più semplice e molto più importante: capire cos'è una ripetizione.

Perché una ripetizione non è solo "alzare e abbassare un peso". È un gesto preciso, composto da più fasi, ognuna con un ruolo specifico. Se impari questo, improvvisamente l'allenamento smette di essere casuale.

Le 3 Fasi Fondamentali

Ogni ripetizione è composta da tre fasi fondamentali:

  1. Fase concentrica (quando il muscolo si accorcia)
  2. Fase isometrica (quando ti fermi, ma il muscolo lavora)
  3. Fase eccentrica (quando il muscolo si allunga)

Non serve essere esperte per capirle. Serve solo un esempio concreto. Immagina un esercizio semplice: uno squat, una pressa, un push up, un rematore. Il principio è sempre lo stesso.

Fase Concentrica: Quando "Spingi"

La fase concentrica è quella in cui il muscolo si accorcia ed è la parte che quasi tutte percepiscono come "la più faticosa". È la fase in cui vinci il carico.

Esempi pratici:

  • Nello squat → quando risali dal basso
  • Nel push up → quando ti spingi via dal pavimento
  • Nella pressa → quando spingi la pedana

Qui non conta andare piano o veloce "perché sì", ma con che intenzione spingi. Ci sono diversi modi di farlo, e non sono tutti uguali.

Modi Diversi di Fare la Fase Concentrica

1. Spingere Pesante (Forza)

Quando il carico è alto, il movimento è naturalmente più lento. Qui l'obiettivo non è "sentire il muscolo bruciare", ma diventare più forte. È il tipo di lavoro che costruisce basi solide, anche se dall'esterno sembra meno "scenografico".

2. Spingere in Modo Esplosivo

Con carichi più leggeri, ma con l'intenzione di spingere forte e veloce. Serve soprattutto per sviluppare forza "reattiva" e controllo. Non è per principianti assolute, ma è utile capire che veloce non vuol dire a caso.

3. Spingere in Modo Controllato

È il modo più comune nelle palestre: carico medio, movimento fluido, controllo. È una modalità valida, soprattutto all'inizio, per imparare a muoversi bene.

4. Spingere Super Lentamente

Rallentare molto la fase concentrica può aumentare la percezione del lavoro, ma non è una strategia magica. È solo uno degli strumenti, non "il segreto".

Fase Isometrica: Quando Ti Fermi (Ma il Muscolo Lavora)

La fase isometrica è quella che quasi nessuno considera, ma che fa una grande differenza. Succede quando ti fermi in basso nello squat, tieni una posizione a metà movimento, o controlli un fermo prima di risalire.

In quel momento non ti muovi, ma il muscolo è in tensione.

Questo tipo di lavoro è utilissimo per:

  • Migliorare il controllo del movimento
  • Aumentare la sicurezza in posizioni difficili
  • Rinforzare punti "deboli" del movimento

Per chi ha paura dei pesi o si sente insicura, l'isometria è una grande alleata. Ti insegna che puoi sostenere un carico, anche quando sembra impossibile.

Fase Eccentrica: Quando Scendi

La fase eccentrica è quella in cui il muscolo si allunga mentre controlla il carico. Qui non stai "riposando". Stai imparando a controllare il tuo corpo.

Esempi pratici:

  • Scendere nello squat
  • Abbassare lentamente i manubri in una chest press
  • Tornare giù nel push up

Per anni si è pensato che questa fase fosse solo "quella che fa male il giorno dopo". Oggi sappiamo che il punto non è il dolore, ma lo stimolo meccanico ben gestito.

Serve Davvero Rallentare Tantissimo la Discesa?

Rallentare la fase eccentrica può avere senso in alcuni contesti, soprattutto per:

  • Imparare la tecnica (quando sei alle prime armi)
  • Aumentare la consapevolezza del movimento

Ma non è vero che più rallenti, più risultati ottieni. Come sempre, dipende da cosa stai cercando di allenare. E questo è il filo conduttore di tutto l'articolo.

Perché Tutto Questo è Importante

Perché quando capisci che una ripetizione è fatta di fasi, intenzioni e controllo:

  • Smetti di copiare schede a caso senza capire il perché
  • Smetti di pensare che "di più è meglio" (10 ripetizioni fatte male < 5 fatte bene)
  • Inizi a capire perché fai 8 ripetizioni e non 15 (ogni range ha un obiettivo)
  • Dai un senso a quello che fai in palestra (non sei più una che "fa i pesi", sei una che si allena)

Allenarsi non è solo sudare. È imparare a usare il corpo.

Da Dove Si Parte Davvero

Questo è il primo mattone. Nel prossimo articolo si può parlare di buffer, di carichi, di recuperi. Ma senza questa base, tutto il resto è solo numeri messi a caso.

Se ti sei mai chiesta "perché la mia scheda dice 3x10 e quella della mia amica 4x6?", la risposta non è "dipende". La risposta è che ogni scelta ha un motivo tecnico. E quel motivo parte da qui: da come esegui una singola ripetizione.

Conclusione: Non è Solo Quante, Ma Come

La domanda "quante ripetizioni devo fare?" è legittima. Ma la risposta vera è: dipende da come le fai.

Se vuoi un programma di allenamento che non sia solo numeri buttati lì, ma un percorso costruito su tecnica, progressione ed empatia, lavoro sia online che a Roma (in studi privati selezionati). Il mio metodo si basa su insegnamento attivo: ti spiego il "perché" di ogni esercizio, non solo il "come". Non schede fotocopiate, non promesse miracolose. Solo risultati reali.

Perché allenarsi a caso è facile. Allenarsi bene richiede qualcuno che ti insegni.

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